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Percorsi Yoga: integrazione tra Corpo, Simbolo e Mito

un qualche io ancestrale del quale non siamo consapevoli annuisce con approvazione all'udire di nuovo le sue vecchie storie [...]. Questa presenza interiore può anche insegnarci come ascoltare [...]
e come utilizzare il loro insegnamento nel mondo di ogni giorno.

yoga_mitologia_online_ 2026(3).jpg

Martedì 5 Maggio 2026
ore 20.00/21.00

Percorso integrato di Yoga Somatico & Mitologia

L'ARTE DELL'EQUILIBRIO

Piattaforma Zoom - Online

IscrivitiScarica brochure

"Ogni essere umano è un'impossibilità. Fino a quando nasce" R- W. Emerson

Hai presente le reazioni di quando c’è un cambiamento?
Irrigidirsi, resistere.
Oppure mollare di botto, perdere il centro, sentirsi in balia di.
E, ammettiamolo, a volte entrambe, nello stesso pomeriggio!
Pensiamo “Ok, adesso mi rimetto in riga”.
Perché l'equilibrio suona come qualcosa di stabile, un luogo in cui finalmente arrivare, e restare.
Certo, magari ci vorrà un po’ di fatica, ma quando avremo raggiunto quell’obiettivo, e avremo la medaglia di ‘persona equilibrata’, non esisterà cambiamento che potrà perturbarci.

Il punto è che non funziona così: da 50 anni le neuroscienze dimostrano che il corpo è la mente, non sono due cose diverse, una dentro l’altra, o con una gerarchia.
Coincidono, punto.
E l’equilibrio che desideriamo...è molto diverso da quello che esiste:
stabile non è la stessa cosa di fisso.
Il tuo sistema nervoso, i tuoi tessuti, la tua postura: sono maghi (giuro!) dell'adattamento, non del controllo.
Sanno integrare alto e basso, destra e sinistra, dentro e fuori, tensione e rilascio, e questa capacità ce l’hanno da molto prima che tu iniziassi a preoccupartene, a ben vedere ce l’hanno da prima che tu nascessi.
Il guaio è quando smettono di adattarsi e iniziano a fissare, perché le rigidità (dei pensieri, delle emozioni, dei ricordi, del respiro) non sono sinonimo di forza, ma di (umanissima) paura: sono risposte da stress travestite da stabilità.
“Mi tengo fermə così non cado, mi tengo chiusə così non vengo feritə, controllo tutto, tutto”...
Funzionano, per un po', come tutte le strategie.
Poi portano dolore, fatica, fragilità.
E il paradosso è che più ci aggrappiamo alla rigidità cercando sicurezza, più diventiamo fragili.

E se fosse possibile che quella voce, che ti dice "ecco, ci risiamo, non riesci a stare tranquillə" diventasse meno convincente?
E se la mascella che si stringe, il respiro che si accorcia, diventassero segnali che hai imparato a leggere?
E se, quando qualcosa ti scompensa (un conflitto, una notizia, un lunedì mattina qualunque) sapessi come tornare, senza ‘tecniche’ ma perché hai smesso di sabotare qualcosa che funzionava già?

Per questo esiste l’Arte dell’equilibrio, percorso integrato di yoga somatico + mitologia, 4 dirette con registrazioni.

Cosa esploriamo insieme
Questo ciclo è un percorso somatico in tre movimenti.
Riconoscere Prima di tutto, impariamo a leggere la mappa. Quali direzioni eviti, nei movimenti, nelle relazioni, nella vita?
Attraversare Il corpo conosce l'equilibrio dinamico (meglio di qualsiasi manuale) e facciamo venire a galla elementi preziosi che sono già lì: sarà controintuitivo, e tuttavia perfettamente sensato.
Il mito che ti riporta in equilibrio: i miti antichi conoscono questo tema da prima delle neuroscienze, (da prima di tutto, a ben vedere). In quelle storie c'è qualcosa di fastidiosamente preciso: parlano di te, e del punto esatto in cui ti restringi e contrai.
A volte è più facile riconoscere la propria rigidità in una storia antica che nello specchio del bagno.
Integrare La stabilità è la capacità di muoverti, cambiare, essere scossə, tornare al centro, e si costruisce con gentilezza.

Perché questo percorso è diverso
Non troverai qui tecniche per "gestire lo stress" o esercizi per "migliorare la postura" (YouTube è pieno di canali che se ne occupano).
L'arte dell'equilibrio parte da premesse diverse: il tuo corpo è un'intelligenza da ascoltare.
E l'equilibrio è una pratica, pulsante, vivente e tua.
Quello che serve di più alle persone è uno spazio in cui sentirsi al sicuro, per ricordarsi come funzionano: questo ciclo è quello spazio, il resto lo scopri quando ci sei dentro.
Posti limitati per garantire la qualità del lavoro: prenota il tuo!

Domande frequenti
E se non ho mai fatto yoga? Le pratiche sono accessibili a tutti i corpi e adattabili alle tue possibilità. Non serve nessuna esperienza precedente.
Cosa serve? Uno spazio tranquillo, una connessione stabile, e la curiosità di ascoltarti. Il resto lo portiamo insieme.

Torna alla pagina Workshops
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Martedì 5 Maggio 2026
ore 20.00/21.00

Percorso integrato di Yoga Somatico & Mitologia

L'ARTE DELL'EQUILIBRIO

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"Ogni essere umano è un'impossibilità. Fino a quando nasce" R- W. Emerson

Hai presente le reazioni di quando c’è un cambiamento?
Irrigidirsi, resistere.
Oppure mollare di botto, perdere il centro, sentirsi in balia di.
E, ammettiamolo, a volte entrambe, nello stesso pomeriggio!
Pensiamo “Ok, adesso mi rimetto in riga”.
Perché l'equilibrio suona come qualcosa di stabile, un luogo in cui finalmente arrivare, e restare.
Certo, magari ci vorrà un po’ di fatica, ma quando avremo raggiunto quell’obiettivo, e avremo la medaglia di ‘persona equilibrata’, non esisterà cambiamento che potrà perturbarci.

Il punto è che non funziona così: da 50 anni le neuroscienze dimostrano che il corpo è la mente, non sono due cose diverse, una dentro l’altra, o con una gerarchia.
Coincidono, punto.
E l’equilibrio che desideriamo...è molto diverso da quello che esiste:
stabile non è la stessa cosa di fisso.
Il tuo sistema nervoso, i tuoi tessuti, la tua postura: sono maghi (giuro!) dell'adattamento, non del controllo.
Sanno integrare alto e basso, destra e sinistra, dentro e fuori, tensione e rilascio, e questa capacità ce l’hanno da molto prima che tu iniziassi a preoccupartene, a ben vedere ce l’hanno da prima che tu nascessi.
Il guaio è quando smettono di adattarsi e iniziano a fissare, perché le rigidità (dei pensieri, delle emozioni, dei ricordi, del respiro) non sono sinonimo di forza, ma di (umanissima) paura: sono risposte da stress travestite da stabilità.
“Mi tengo fermə così non cado, mi tengo chiusə così non vengo feritə, controllo tutto, tutto”...
Funzionano, per un po', come tutte le strategie.
Poi portano dolore, fatica, fragilità.
E il paradosso è che più ci aggrappiamo alla rigidità cercando sicurezza, più diventiamo fragili.

E se fosse possibile che quella voce, che ti dice "ecco, ci risiamo, non riesci a stare tranquillə" diventasse meno convincente?
E se la mascella che si stringe, il respiro che si accorcia, diventassero segnali che hai imparato a leggere?
E se, quando qualcosa ti scompensa (un conflitto, una notizia, un lunedì mattina qualunque) sapessi come tornare, senza ‘tecniche’ ma perché hai smesso di sabotare qualcosa che funzionava già?

Per questo esiste l’Arte dell’equilibrio, percorso integrato di yoga somatico + mitologia, 4 dirette con registrazioni.

Cosa esploriamo insieme
Questo ciclo è un percorso somatico in tre movimenti.
Riconoscere Prima di tutto, impariamo a leggere la mappa. Quali direzioni eviti, nei movimenti, nelle relazioni, nella vita?
Attraversare Il corpo conosce l'equilibrio dinamico (meglio di qualsiasi manuale) e facciamo venire a galla elementi preziosi che sono già lì: sarà controintuitivo, e tuttavia perfettamente sensato.
Il mito che ti riporta in equilibrio: i miti antichi conoscono questo tema da prima delle neuroscienze, (da prima di tutto, a ben vedere). In quelle storie c'è qualcosa di fastidiosamente preciso: parlano di te, e del punto esatto in cui ti restringi e contrai.
A volte è più facile riconoscere la propria rigidità in una storia antica che nello specchio del bagno.
Integrare La stabilità è la capacità di muoverti, cambiare, essere scossə, tornare al centro, e si costruisce con gentilezza.

Perché questo percorso è diverso
Non troverai qui tecniche per "gestire lo stress" o esercizi per "migliorare la postura" (YouTube è pieno di canali che se ne occupano).
L'arte dell'equilibrio parte da premesse diverse: il tuo corpo è un'intelligenza da ascoltare.
E l'equilibrio è una pratica, pulsante, vivente e tua.
Quello che serve di più alle persone è uno spazio in cui sentirsi al sicuro, per ricordarsi come funzionano: questo ciclo è quello spazio, il resto lo scopri quando ci sei dentro.
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Domande frequenti
E se non ho mai fatto yoga? Le pratiche sono accessibili a tutti i corpi e adattabili alle tue possibilità. Non serve nessuna esperienza precedente.
Cosa serve? Uno spazio tranquillo, una connessione stabile, e la curiosità di ascoltarti. Il resto lo portiamo insieme.

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